Proprio perché aveva l’abitudine di uscire con la scorta d’acqua, il padrone di un “Rex” si è visto confermare dai supremi giudici l’assoluzione ricevuta in appello, dopo la condanna in primo grado. Il dettaglio dell’acqua al seguito, spiega la Cassazione nella sentenza 7082, dimostra che l’imputato si era preoccupato di minimizzare i danni.
Un po’ d’acqua fa venir meno il dolo, elemento richiesto perché sussista il reato di imbrattamento, rinvenibile nell’atteggiamento del padrone incivile che se ne frega se il cane sporca.
Beppe Grillo torna al centro della scena politica italiana e lo fa attaccando direttamente Giuseppe…
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giorgio Marsiglio, residente a Valdobbiadene, dedicata alla legge regionale…
La Svezia esce dalle elezioni parlamentari del 13 settembre con un risultato ancora tutto da…
Quando un problema di salute rende complicato raggiungere un ambulatorio, ricevere assistenza direttamente a casa…
L’Organizzazione datoriale ASSOFOR esprime il proprio ringraziamento al Governo e all'Amministrazione regionali per la tempestiva…
L'avvio delle lezioni del nuovo anno accademico o l'inserimento all'interno di una nuova realtà aziendale…