“Ci viene a mancare tanto con Manrico Gammarota. Annunciandone la scomparsa, Alessandro Gasmann ha parlato dell’amico troppo fragile per affrontare l’avventura della vita”. Eppure, Barletta ha conosciuto l’uomo dalle forti passioni, che amava il teatro, teneva a coltivare le sue radici e tendeva la mano alle nuove generazioni. Aveva voluto l’incarico di dirigere la stagione di prosa del Teatro Curci e lo aveva avuto perché le sue idee incontravano naturalmente le attese di un pubblico ricercato, attento sia alla tradizione sia all’innovazione, e la vocazione culturale della città. Nel vederlo alla prova abbiamo scoperto qualcosa di più dell’uomo di spettacolo, attore, autore e regista: abbiamo conosciuto la sua sensibilità sociale di fronte ai grandi e piccoli problemi della gestione quotidiana della vita. Ma nella vita c’è sempre una prova in più. Presentando a Barletta il suo film “Razzabastarda” aveva spiegato che nel monitorare quelle immagini crude e contrastate aveva seguite le “viscere” e l’”emozione”. Quasi una profezia. Si sa, le viscere sottraggono la ragione. Ma l’emozione coinvolge. E continua. Ciao Manrico. Te lo diremo in teatro con l’applauso che meriti”.
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