I testi sui rispettivi paesi natali e le citazioni personali dei giovani profughi vengono accostati alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU.
È stato difficile convincere le bambine a farsi ritrarre: per questa ragione, Nanni Schiffl-Deiler ha deciso di fotografarle così come vivono al momento, vale a dire in uno stato di invisibilità. L’artista sarà presente a Roma fino al 22 febbraio e accompagnerà le visite guidate. Parallelamente alla mostra, si svolgerà un laboratorio fotografico con dei giovani profughi. Obiettivo, cercare un modo di fotografare incentrato sulle emozioni, un linguaggio artistico per esprimere i sentimenti e ciò che è difficile dire a parole.
“Siamo lieti di aver copatrocinato questa iniziativa insieme ai Municipi I e II – dichiara l’assessore alle Politiche Educative, Scolastiche, Cultura e Intergenerazionalità del Municipio Roma V, Nunzia Castello – Il Progetto è arricchito da un programma didattico mirato agli alunni delle scuole medie, a partire dalle terze classi e agli alunni delle scuole superiori” per sensibilizzare i giovani sul tema dell’immigrazione.” “E’ un’importante occasione – dichiara l’Assessore Micozzi del Municipio II – per offrire ai ragazzi un raro momento di condivisione utile ad arricchire la loro conoscenza del mondo. Viene offerta una possibilità di fissare i loro sguardi su percorsi di vita differenti dalla loro quotidianità”.
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