“È sempre triste, apprendere che per mancanza di soldi, un museo sia destinato alla chiusura, e stavolta sembra possa toccare al Museo di storia naturale del Vulture (con sede a Monticchio).
Un territorio ricco di bellezze artistiche, culturali, naturali, ma svantaggiato da punto di vista della reale offerta attrattiva, rischia di perdere uno dei pochi poli d’interesse per studenti, appassionati, viaggiatori in cerca di unicità ed autenticità. Per questo motivo – spiega Michele Cignarale, Digital Champion – ci siamo dati appuntamento a Monticchio, presso il Museo di storia naturale, domenica 11 gennaio 2015 alle 16, per una invasione digitale guidata dall’hashtag #openmonticchio, in cui chiederemo a tutta la comunità di partecipare e fare qualcosa per il territorio”.
“La proposta la facciamo subito – aggiunge – e non la rivolgiamo alla politica ma ai cittadini: un processo di crowdfunding civico per garantire l’apertura del museo. La grande intelligenza collettiva della rete che si mobilita per tenere aperto un luogo che, oltre a riassettare il panorama culturale lucano, può e deve garantire una ricaduta economica positiva sul territorio.
Il crowdfunding civico è il finanziamento collettivo di opere e progetti pubblici – al di fuori del budget dell’ente o amministrazione interessata – effettuato da cittadini, organizzazioni e società private, talvolta in collaborazione con le stesse amministrazioni.
Gli aspetti fondamentali che caratterizzano il crowdfunding civico sono principalmente quattro: la forza che un’idea porta con sé; la scarsità di finanziamenti dei governi locali; il valore affettivo verso il territorio e la comunità, oltre che il senso di appartenenza che un progetto comune contiene; il rafforzamento dei legami, del senso di appartenenza dei luoghi pubblici del cittadino.
Quello che abbiamo in mente è un modo per aiutare anche le nostre amministrazioni in difficoltà a cogliere le opportunità che gli strumenti digitali ci offrono, attraverso la costruzione partecipata di una nuova coscienza civica in cui il bene collettivo sia davvero responsabilità di ognuno. La social innovation, l’innovazione sociale fa riferimento a nuove strategie, concetti, idee ed organizzazioni che soddisfano bisogni sociali di ogni tipo, dalle condizioni di lavoro, all’educazione, alla salute, allo sviluppo delle comunità ed in generale a tutto ciò che rafforza la società civile. Questo è l’obiettivo che dobbiamo perseguire come comunità.
E una volta scongiurata la chiusura, tutti impegnati in una promozione diffusa dei percorsi di scoperta del territorio, in cui ognuno faccia la sua parte e si candidi a diventare ambasciatore di storie, biodiversità, cultura e sapere, anche in vista della grande opportunità di EXPO2015”.
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