Bagno di sangue a Parigi e fuga di una terrorista. Ucciso il trentenne di origine africana durante l’operazione delle forze speciali ma la moglie sarebbe riuscita a fuggire mescolandosi con gli ostaggi.
I due erano responsabili dell’uccisione giovedì di una vigilessa. Avevano minacciato di uccidere le persone tenute prigioniere se non fossero stati liberati i fratelli Kouachi, nel frattempo morti durante un altro blitz a Dammartin-en-Goele.
Amedy Coulibaly e la moglie avevano aperto il fuoco nei pressi di un supermarket Kosher nella zona di Porte de Vincennes a Parigi, intorno alle 13. I due poi si erano barricati con degli ostaggi, tra cui un bebè di sei mesi, all’interno del supermercato.
Amedy Coulibaly era uscito di prigione da due mesi. Era stato arrestato e condannato nel 2010, per aver fatto parte di un gruppo che aveva elaborato un piano per tentare di far evadere Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi. Nella stessa inchiesta era stato interrogato anche Cherif Kouachi, uno dei due assalitori di Charlie Hebdo, che era però stato scagionato.
Intanto la Prefettura di Parigi, in presenza della grave situazione nella capitale francese, ha ordinato per precauzione la chiusura di tutti i negozi della rue des Rosiers, il cuore dell’antico quartiere ebraico Marais.
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