La coppia, secondo gli inquirenti, ha riciclato e reinvestito i proventi delle attività illecite del clan camorristico dei Contini. La Dia romana ha apposto i sigilli a immobili, rapporti bancari, auto, ristoranti e quote societarie riconducibili a Roberto Moccardi e Anna D’Orta i quali avrebbero realizzato una rete di imprese alimentate dai vertici del clan.
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