Svolta nel giallo della morte dell’operaio di 49 anni trovato il giorno dell’Immacolata sulle rive del Po, a 30 km di distanza da Magnacavallo, incagliato nella griglia del vecchio idrometro di Bardelle di San Benedetto Po.
Lunedì mattina era stato l’addetto alla pulizia dell’idrometro a scorgere un braccio che spuntava dal sacco. La denuncia di uno scomparso in zona, risalente al 3 dicembre, ha fatto risolvere il giallo rapidamente. La sorella Patrizia, che ha riconosciuto in quel corpo con un vasto ematoma sul capo e vestito di tutto punto, il fratello Fausto, ha spiegato che l’ex operaio soffriva molto per la difficoltà a trovare un lavoro. Ma gli inquirenti hanno risolto il caso fermando Massimo Bottura, 19 anni. Il giovane ha fatto ammissioni sufficienti per fare scattare il fermo.
Da solo avrebbe ucciso lo zio nel garage, forse con un bastone o una sbarra di ferro. Massimo Bottura ha affermato di aver lasciato l’arma del delitto nello stesso garage. La lite è degenerata stavolta a seguito della decisione dei due fratelli di vendere la casa paterna e di non trovarsi in sereno accordo tanto da farsi assistere da un avvocato. Il nipote avrebbe colpito a morte lo zio, poi la decisione di trasportarlo fino all’argine del fiume e di lasciarlo in balia della corrente, infilato dentro due sacchi neri.
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