Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Economia Pietro Carlo Padoan. Dal 1° gennaio prossimo, i fumatori vedranno aumentare le sigarette, marginalmente quelle di fascia più alta, in modo più marcato per quelle “low-cost”, il cui aumento dovrebbe arrivare a 20 centesimi.
Il decreto si applica sia ai tabacchi lavorati (e loro succedanei) sia ai fiammiferi e prevede una rimodulazione dell’imposta, che si compone di una parte fissa (più alta) ed una parte variabile “ad valorem” (più bassa). L’idea è quella di incidere maggiormente sui prodotto di fascia più bassa e meno su quelli più costosi, con la finalità di riallinearne i prezzi.
Il decreto, inoltre, introduce delle novità per il “fumo alternativo”, sia le sigarette elettroniche (e-cig) che le nuove sigarette “a cialde” e, più in generale, per il fumo a vapore e senza combustione. Per questi prodotti c’è un taglio dell’imposta, inizialmente prevista al 60% e portata attorno al 50%.
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