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Potenza, ritorna rassegna di cinema Rainbow

Al via oggi la rassegna di cinema LGBT (lesbo, gay, bisex e trans). La proposta cinematografica – spiegano gli organizzatori – è costituita da tre proiezioni che evidenziano l’interesse e la denuncia di Zer0971 nei confronti della discriminazione sessuale contro coloro che manifestano preferenze che si discostano da quella che viene ottusamente definita “normalità”.

Le proiezioni gratuite si terranno all’interno della cooperativa sociale aSsUrD Pucceria-Birreria artigianale in Vico F. Stabile, in pieno centro storico a Potenza a partire dalle ore 19 per tre domeniche consecutive, con ingresso gratuito (posti limitati).

Prima pellicola oggi, il documentario di Gianni Amelio “Felice chi è diverso”, guida su un’Italia segreta, mai svelata da una cinepresa che vuole indagare sulla realtà e non sulla finzione.

E’ l’Italia del mondo omosessuale così com’è stato vissuto nel Novecento, dai primi del secolo agli anni ’80, quando si sono diffusi sulla scia di certi movimenti americani, i primi tentativi di “liberazione”. Nel documentario ascoltiamo le testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle il peso di essere un “diverso”, quasi sempre ostacolato dalla sua stessa famiglia, deriso a scuola, escluso dalla società dei “normali”.

Il 30 novembre sarà la volta del film “Dietro i candelabri” di Steven Stoderbergh con Michael Douglas.

Il film ci racconta la vita dello showman e pianista Liberace cogliendolo sull’orlo dei sessant’anni nel momento in cui si fa prendere dalla più forte relazione della sua vita. Liberace non è però solo il personaggio che ha fatto del kitsch un marchio di riconoscibilità (vedi i candelabri su pianoforti luccicanti quanto le sue mise), è anche un gay che deve nascondere le proprie tendenze sessuali, perché, nonostante la liberazione dei costumi avviata alla fine degli Anni Sessanta, il mondo dello star system vuole poter continuare a ‘venderlo’ al pubblico più vasto possibile.

Il 7 dicembre con la proiezione del documentario di Canecapovolto “Abbiamo un problema – la costruzione del nemico omossessuale” terminerà questa seconda edizione di Rainbow.

Abbiamo un problema approccia l’immagine dell’omosessualità in particolare nelle sue problematiche politiche, sociali e religiose.

Abbiamo un problema non vuole essere uno strumento consolatorio riguardo la condizione omosessuale: gli autori hanno ritenuto invece che un dispositivo narrativo volutamente leggero, artistico (ed in certi casi disturbante) possa servire ad arrivare dritto alle radici del pregiudizio, della paura e rappresentare un contributo inedito per una lotta, sempre più urgente, per i diritti civili di tutti.

Redazione

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