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I 25 anni della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il 20 novembre 2014, scandisce una importante ricorrenza: i 25 anni della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Onu il 20 novembre del 1989. Per questo motivo la giornata è dedicata ai diritti dei bambini. Una data che contrassegna anche il percorso dei diritti dei minori nei 193 Paesi (mancano all’appello la Somalia e gli Stati Uniti) che hanno ratificato la Convenzione, per tutelare i diritti sanciti nei 54 articoli. L’Italia ha ratificato la convenzione nel 1991, ma la fotografia che ci presenta la fondazione “Save the Children Italia” è impietosa. Nel rapporto si sottolinea che le leggi a tutela dei minori “stentano a tradursi in una agenda chiara e definita di interventi e politiche per l’infanzia e il risultato è un’allarmante crescita del disagio e impoverimento fra i minori, sia a livello sociale che educativo: il 13,8% (i minori sono appena il 16,7% della popolazione) pari a oltre 1,4 milioni – vive in povertà assoluta e la dispersione scolastica è al 17%, 7 punti percentuali sopra l’obiettivo europeo”. Nel mondo poi un milione di bambini vive in aree in conflitto e più di un miliardo e mezzo sperimenta qualche forma di violenza; 650 milioni sono in povertà estrema; 57 milioni non frequentano la scuola primaria e 250 milioni sono fuori da un percorso di istruzione e apprendimento. Le guerre, la fame, la violenza, gli abusi sessuali, i maltrattamenti in famiglia, l’emarginazione, il disagio sociale, le malattie, l’inquinamento dell’ambiente, sono fenomeni che ci testimoniano come la battaglia per i diritti dei bambini è solo all’inizio, perché è il sistema produttivo e mediatico, che favorisce – se non direttamente – la discriminazione e le povertà. Ecco che risuonano con gran fragore le parole evangeliche che richiamano tutti noi ad accogliere i bambini: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.” I valori cristiani si misurano attraverso il peso di queste parole; ma come si può conciliare il modello capitalistico a cui sembra condannato il mondo, con il messaggio evangelico? Ci accorgiamo quanta ipocrisia alberga le nostre dimore e le nostre inquinate esistenze! Il deserto morale e spirituale sta inghiottendo il futuro, e le nuove generazioni diventano merce in pasto ai nuovi mostri che si aggirano in libertà e che si insinuano come dolci veleni nelle coscienze. L’altra ferita aperta e che gronda sangue innocente, riguarda l’ambiente. La salvaguardia della natura e la sensibilità ecologica, devono tornare in primo piano. Anche la terra è diventata una creatura fragile che ha bisogno di cure e l’inquinamento deturpa il viso di “sora nostra matre Terra” (San Francesco). Che futuro si può sperare se i beni più preziosi, la salute e la natura, sono minacciate e l’uomo diventa spietato e cieco di fronte al profitto, tanto da autodistruggersi? … Forse non è stato un caso se gli accademici del premio Nobel hanno deciso di assegnare ad ottobre il premio Nobel per la Pace a Kailash Satyarthi, attivista indiano che si è battuto per i diritti dei bambini, e a Malala Yousafzay, la 17enne pachistana che due anni fa fu ferita gravemente dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile, “per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”. Il comitato del Nobel ha deciso di dedicare questa edizione del Premio alla lotta contro lo sfruttamento dei minori per fini economici: i bambini devono “andare a scuola e non essere sfruttati finanziariamente”, hanno scritto nelle motivazioni. E’ certamente di buon auspicio a 25 anni dalla nascita della Convenzione, perché significa che la loro illuminazione possa far passare un raggio di speranza per i tanti occhi innocenti che ancora sognano di essere accolti e amati, e che si creino degli eserciti armati di umanità e di solidarietà che sappiano sconfiggere l’arroganza e la prepotenza dei nuovi erodi, ma anche la cecità e la complicità dei tanti ignavi che veleggiano nel mare dell’indifferenza e non si accorgono che prima o poi tanta spazzatura sommergerà, se non la loro meschinità, certamente la vita dei lori figli. È fondamentale tenere desto lo sguardo per non essere imprigionati nei labirinti dei tanti perversi meccanismi o nuovi congegni che come vampiri, succhiano l’anima delle nuove generazioni come accade con l’uso “drogato” e indiscriminato delle nuove tecnologie che ormai hanno paralizzato il loro sguardo, incapaci di proiettarlo nel grande specchio del creato per sbattere le ali della libertà. Senza questo anelito la loro vita e la vita di tutti, sarebbe destinata a conoscere l’oscurità e l’oppressione, perché si rimane chiusi nel micro mondo del proprio disagio interiore che produce egoismo, narcisimo e “miopismo”. Non a caso gli spiriti illuminati hanno preso come simbolo di bellezza e di salvezza l’innocenza dei fanciulli. Ed è con questo spirito che da cinque anni, l’associazione culturale “Alighistos” e la parrocchia di San Nicola de Legistis, con l’impegno di don Francesco Pontoriero e di tutta la comunità della piccola frazione, porta avanti un progetto di sensibilizzazione e di promozione dei diritti dell’infanzia, attraverso l’istituzione del “Mese del Fanciullo”, ispirato alla figura di San Nicola protettore dei bambini e a quella di Gesù, il cui messaggio evangelico è improntato all’accoglienza dei bambini come esperienza umana ma anche escatologica e spirituale. Nel’arco di questo mese, dal 6 dicembre al 6 gennaio, sono previsti una serie di eventi con iniziative sia per far riflettere e responsabilizzare le coscienze sui diritti dei minori, che per dare spazio all’espressione artistica e ludica, fondamentale per la loro crescita psicologica e per i messaggi pedagogici che sono insiti. Con identica missione, nasce anche il progetto itinerante, “Gli apostoli dei fanciulli” giunto anch’esso alla quinta edizione, con lo scopo di dare voce ai tanti apostoli che dedicano la loro vita a tutelare la dignità dei fanciulli, in collaborazione con l’Accademia musicale “Amedeus” di Palmi. Nelle diverse iniziative portate avanti in tutti questi anni, c’è stata la collaborazione di istituzioni e associazioni, sia locali che nazionali, come Italia Nostra e l’Unicef, ed ha visto la partecipazione di diversi artisti, musicisti e cori di voci bianchi. Per la ricorrenza dei cinque anni dell’istituzione del “Mese del fanciullo”, in concomitanza con i 25 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, inoltre si avvierà un progetto con le scuole che avrà come tema i diritti inviolabili dei bambini coniugati al fondamentale tema della sostenibilità ambientale e della bellezza della natura come dono che l’essere umano dovrà coltivare nelle diverse espressioni, contro ogni forma di inquinamento, sia ambientale che sociale, per ridare respiro al sogno di un mondo più bambino.

Redazione

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