L’acqua – sottolinea in una nota l’associazione Ola – è un bene prezioso, non solo per la Val d’Agri, per l’agricoltura e per le attività umane. Oltre al pozzo Pergola 1, nel Comune di Marsico Nuovo, autorizzato senza il parere dell’Autorità di Bacino del Sele Campania Sud, i due nuovi pozzi da realizzare unitamente alla nuova piattaforma ed altre opere petrolifere in località Civita di Marsicovetere, rischiano, se realizzati, di compromettere l’archeologia, il paesaggio e soprattutto l’integrità di un ampio sistema idrografico ed agricolo sotteso. I nuovi pozzi si trovano inoltre – denuncia la Ola – su sorgenti che alimentano l’acquedotto comunale e le frazioni abitate, insistendo su un complesso sorgentizio facente parte dell’alto bacino del fiume Agri, a poca distanza dal perimetro del parco nazionale Appennino Lucano.
La Ola rende noto di aver chiesto chiarimenti urgenti all’assessore regionale Politiche Agricole e Forestali, Michele Ottati, in merito alla recente autorizzazione rilasciata dall’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio. La Ola chiede di intervenire per scongiurare la realizzazione dei pozzi petroliferi S.Elia 1 e Cerro Falcone 7 nel territorio comunale di Marsicovetere nell’ubicazione prevista in località Civita di Marsicovetere, già “bocciati” dagli organi ministeriali di salvaguardia del territorio e da altri uffici della stessa Regione Basilicata.
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