I “risultati rilevanti” raggiunti dopo tre anni con il progetto quadriennale “Amiga”, lo studio coordinato dal Centro di ricerca Enea Trisaia, le cui “attività scientifiche consistono nella valutazione e nel monitoraggio degli impatti delle piante geneticamente modificate in agro-ecosistemi di diverse aree europee” saranno presentati il 30 ottobre prossimo nella sede Enea di Bruxelles. E’ quanto annunciato in una nota dal Centro di ricerca Trisaia. “Dopo tre anni di attività – si legge nel comunicato – i partner di progetto incontreranno le istituzioni europee, le associazioni di agricoltori, le organizzazioni non governative e le autorità nazionali competenti. Il terzo incontro di consultazione delle parti interessate sarà l’occasione per condividere lo sviluppo del progetto Amiga e per discutere le prove sul campo istituito nel 2014. L’incontro sarà preceduto da una introduzione in cui il coordinatore del progetto, Salvatore Arpaia e il vice coordinatore, Antoine Messean, forniranno una panoramica generale di Amiga ed anticiperanno alcuni risultati in vista della conferenza finale che si terrà a Bruxelles nel 2015”. Il progetto – iniziato a dicembre 2011 – conta 22 partner europei ed uno argentino e “vede l’Agenzia di ricerca italiana Enea alla guida del gruppo con il compito di coordinare le attività di ricerca totali e di studiare in proprio alcune specie di insetti tipici degli agroecosistemi del Mediterraneo, per valutare il possibile impatto ambientale degli Ogm. Una pietra angolare del progetto è l’applicazione, per gli esperimenti di laboratorio e sul campo, delle linee guida dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sulla valutazione del rischio ambientale (Era) che è la base per l’aggiornamento del processo di regolamentazione di piante geneticamente modificate nell’Unione europea”.
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