L’uomo, portato in caserma, è stato messo alle strette e ha confessato di essersi inventato ogni cosa. Determinanti i filmati delle telecamere a circuito chiuso. “Parlava slavo ed è fuggito con un complice”. Così Alex Giarrizzo, ai Carabinieri che avevano raccolto la sua denuncia, ha descritto gli attimi del presunto sequestro del bimbo. L’uomo aveva detto che il rapitore si stava allontanando con suo figlio in braccio ed era fuggito su una Renault 19 grigia dopo essere stato scoperto.
Determinanti per scoprire la verità sono stati anche i filmati degli impianti di sorveglianza della zona e anche quelli amatoriali girati nel corso della manifestazione. Alex Giarrizzo aveva poi riconosciuto il presunto rapitore in una foto segnaletica che però corrispondeva ad un malvivente già in cella. Una “trappola” nel quale è caduto e ha convinto gli inquirenti che ci si trovava di fronte a un falso allarme.
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