Per gli indipendentisti si tratta di una sorta di battuta d’arresto. Ma il movimento nel Paese è vivo e ha dimostrato tutta la sua forza. Alex Salmond ha riconosciuto la vittoria del “no”. Ma ha anche rivendicato i suoi “1,6 milioni di voti per l’indipendenza”.
Il “first minister” scozzese pressa Londra. “Sono state fatte delle promesse che vanno onorate”: un riferimento all’impegno preso dai leader dei principali partiti a Westminster di riconoscere maggiori poteri a Edimburgo se avesse votato no. La Scozia ora “se lo aspetta lo chiedano tutti gli scozzesi”.
Non si è fatta attendere la replica del il premier britannico David Cameron. “La questione ora è stata risolta per una generazione o, come ha detto Salmond, per una vita”. Cameron “cantando” vittoria ha garantito che “rispetteremo le promesse fatte alla Scozia in pieno”, ribadendo l’impegno a “devolvere ulteriori poteri sulla gestione dei loro affari, così come per gli abitanti di Inghilterra, Galles e Irlanda del nord”.
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