La più attiva la “locale” di Frauenfeld, espressione elvetica delle cosche di Fabrizia e “sulla linea dei Mazzaferro”, la cosca che domina Marina di Gioiosa Jonica. In Svizzera, da 40 anni, gestivano affari seguendo le regole decise dalla “Provincia” reggina. Con la benedizione di don Mico Oppedisano, l’anziano patriarca di Rosarno indicato come il “capo dei capi” e riconosciuto dagli inquirenti come “il saggio e custode delle regole”. A Frauenfeld, capoluogo del Canton Turgovia, operava una “locale”. Ogni decisione veniva presa secondo i rituali di ’ndrangheta.
L’inchiesta “Helvetia” è stata completata dai Carabinieri di Reggio Calabria. Sottoposte a fermo diciotto persone ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, con l’aggravante della transnazionalità del reato in quanto commesso in Italia e Svizzera. Le restanti sedici persone “di attiva e contemporanea localizzazione da parte degli organi di polizia federale in territorio elvetico” saranno arrestate dopo l’espletamento delle procedure estradizionali. I due calabresi, entrambi di Fabrizia, sono Antonio Nesci e Raffaele Albanese.
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