Per la mia storia politica, ma anche per profonda convinzione personale, avvalorata dalla mia esperienza di medico, sono schierato dalla parte delle coppie – e ve ne sono molte anche lucane – che aspirano a poter usufruire della fecondazione eterologa senza sottoporsi, come avviene oggi, ai costosi viaggi della speranza all’estero. Una società come la nostra, democraticamente fondata sulla libertà di coscienza, non può imporre scelte etiche che contrastino con una sacrosanta aspirazione alla genitorialità entro i confini consentiti dalla scienza moderna.
Naturalmente, sarebbe sbagliato, per le Regioni italiane, muoversi in ordine sparso. Per cui condivido pienamente la posizione espressa in queste ore dal presidente della Conferenza, Sergio Chiamparino: bisogna evitare un Paese a macchia di leopardo. E’ necessario invece che sulla questione vi sia prima un confronto tra tutte le Regioni. La fecondazione eterologa deve essere assolutamente garantita, ma occorre ampliarne l’accesso , sia economico che normativo, al servizio sanitario nazionale. Di qui la necessita di un confronto urgente con il Minìstero della Salute che, a quanto mi consta, è già stato messo in calendario per i primi giorni di settembre.
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