L’attore toscano di 54 anni è accusato dal pm della Dda Tiziana Cugini e dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo di essere l’esperto informatico di una banda che rubava telefonini, tablet e apparecchi elettronici ai turisti in vacanza nella Capitale. Secondo quanto accertato dall’indagine dei carabinieri denominata “Apple”, gli iPhone di nuova generazione finivano nel laboratorio nascosto dello stesso Gimignani che, sfruttando le sue conoscenze tecniche, riusciva a renderli irrintracciabili scaricando da internet alcuni codici che sbloccavano gli apparecchi. I telefonini venivano poi rivenduti nel mercato di Porta Portese e in Nord Africa. Il giro d’affari generato dal sodalizio criminale era di circa 60 mila euro al mese. All’attore, secondo le accuse, finivano circa 30-40 euro per ogni smartphone sbloccato.
L’indagine ha portato, il 9 luglio scorso, all’arresto di 13 persone e ad altre 5 misure cautelari da parte del gip. A incastrare Gimignani sono state alcune intercettazioni ed una perquisizione nella sua casa di Trastevere.
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