Associazione per delinquere, ricettazione, falso, indebito utilizzo di carte di credito e tentata truffa. Quattro misure cautelari, tre in carcere e un obbligo di dimora. Dietro le sbarre sono finiti un 52enne di Mestrino residente a Veggiano, un pakistano di 33 anni, residente a Vicenza e un 61enne di Flumeri residente a Mestre. Nei confronti di una quarta persona, un 43enne vicentino, residente ad Arzignano, il giudice per le indagini preliminari ha disposto un obbligo di dimora in un comune della provincia berica. E’ stata così sgominata un’organizzazione operante in Veneto, ma con ramificazioni anche all’estero, dedita all’illecito uso di carte di credito rubate. Fra gli indagati anche altre persone che, mediante assegni sia rubati che falsificati per oltre 4 milioni di euro, hanno tentato di truffare alcune banche romene. Due, distinti, i filoni d’indagine seguiti dagli inquirenti. Il primo ha consentito di accertare una serie di truffe, con l’ausilio di assegni circolari non validi, ai danni di alcuni istituti di credito in Romania. Qui erano stati portati, grazie a due italiani residenti nel paese dell’Est Europa, numerosi assegni circolari di due banche italiane che erano stati falsificati o rubati per un valore di 4 milioni di euro. L’intento era quello di ingannare i direttori di alcune banche locali, con lo scopo di incassare i titoli e, successivamente, far perdere le proprie tracce. Le indagini, fatte anche con rogatoria internazionale in Romania, hanno portato ad acquisire documentazione bancaria nel distretto romeno di Vrancea, che hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda e di recuperare anche alcuni degli assegni (uno di questi, falsificato, del valore di 1.975.000 euro).
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