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Regione Basilicata, in autunno l’Asilo nido aziendale per i figli dei lavoratori

Un asilo nido aziendale, a partire dal prossimo settembre, per i figli dei dipendenti della Regione Basilicata e di chi, a vario titolo, lavora presso gli uffici dell’amministrazione. Il progetto è a buon punto. La giunta regionale ha dato il via, con l’approvazione dei lavori di ristrutturazione dei locali individuati in un edificio del polo di via Verrastro. A breve, l’Ufficio Provveditorato dovrebbe indire la gara di appalto per un importo di 164.700 euro. La realizzazione del nido aziendale rientra nell’intesa “Conciliazione dei tempi vita-lavoro” tra Governo e Regione Basilicata, la cui attuazione è demandata all’Ufficio Programmazione. Inoltre, nell’ambito del Piano di azioni positive di cui l’ente si è dotato, tra gli interventi innovativi per il benessere organizzativo, è stata considerata la creazione di un asilo nido aziendale che, in sinergia con altre azioni, venisse incontro soprattutto alle esigenze delle sue lavoratrici, che quotidianamente si trovano ad affrontare i disagi derivanti dalla necessità di armonizzare il tempo del lavoro con quelli della famiglia L’iniziativa, adesso, è in fase di realizzazione. L’asilo nido aziendale, caratterizzato da una spiccata accessibilità e flessibilità di orari, è destinato ai bambini fino ai tre anni. La struttura sarà aperta nel pomeriggio per i bambini dai tre ai dodici anni. Una prima fase sperimentale di gestione sarà finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’attenzione della Regione alle misure di conciliazione vita e lavoro non si è fermata qui. Tra le varie attività condotte sempre dall’Ufficio Programmazione nell’ambito dell’Intesa, c’è da segnalare la sperimentazione degli asili domiciliari, sulla scia di un servizio, nato nell’Europa settentrionale, che si sta diffondendo principalmente nelle Regioni del Nord Italia: la “Tagesmutter”, tradotto  “mamme di giorno”, la mamma-educatrice che apre un asilo nido in famiglia nella propria abitazione. Si è voluto verificare come tale possibilità si calasse nel contesto lucano. Con il progetto “Cura su misura”, l’interesse si  è focalizzato sui Comuni con una popolazione inferiore ai tremila abitanti e, particolarmente, su quelle realtà dove non sono presenti asili nido e Sezioni Primavera. Da un’attività di rilevazione e analisi, scaturisce che il 44,6 per cento delle donne intervistate (madri di bambini di età compresa tra 0 e tre anni) non lavora per “motivi familiari” e che nel 92 per cento dei casi la criticità è quella di accudire i figli. Nel progetto sono stati coinvolti tre paesi della Basilicata: Brindisi di Montagna, Miglionico e Castronuovo di Sant’Andrea, dove con le iniziative messe in campo si è raggiunto il duplice obiettivo di creare servizi di cura per l’infanzia e posti di lavoro. La sperimentazione ha permesso di definire le modalità di attivazione e gestione del modello individuato. Le indicazioni sono confluite in un opuscolo (linee guida), per facilitare quanti vogliano, in prima persona, dar vita a un “servizio educativo domiciliare”.

Redazione

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