Tocca a Mario Grillo, amministratore unico dell’azienda, definire il quadro in cui è avvenuto il suicidio del noto e stimato imprenditore padovano. “L’ultima volta che l’ho sentito è stato lunedì, era molto avvilito per la situazione finanziaria della sua azienda”. Grillo dal 7 gennaio stava cercando di salvare l’azienda. Nei biglietti lasciati prima del suicidio da Giorgio Zanardi ci sono alcuni messaggi inequivocabili sui problemi finanziari dell’azienda e su alcuni problemi di salute.
L’azienda, che una volta contava 300 dipendenti e si era specializzata nella produzione di libri particolarmente prestigiosi, da tempo versava in condizioni particolarmente difficili.
Ad aggravare la situazione, pare anche, una liquidazione dispendiosa di alcuni soci un paio di anni addietro.
In lacrime i dipendenti dell’azienda. Proprio lòro che mesi addietro avevano accettato di non percepire lo stipendio pur di permettere il pagamento dei fornitori, e quindi la sopravvivenza dell’impresa. Uno di loro, il capo reparto, stamani ha trovato l’industriale impiccato in azienda.
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