“La Federconsumatori reputa gravissimo l’atteggiamento dai risvolti tragicomici, assunto da alcuni esponenti dell’amministrazione pubblica locale in merito alla presenza di idrocarburi riscontrata nell’ acqua di rubinetto di due abitazioni nel comune di Tito”. Lo afferma il presidente provinciale Rocco Ligrani, per il quale “rassicurare i cittadini abbeverandosi a fontane pubbliche non è un metodo né scientifico né tanto meno previsto della legge, a garanzia della qualità delle acque destinate ad uso domestico. Pensiamo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere i dati emersi dalle analisi che hanno confermato la presenza di dette sostanze e soprattutto di capire quale zona del comune di Tito è interessata da questa anomalia. Soprattutto non risultano chiare – continua Ligrani – le ragioni di questi controlli richiesti dalle famiglie interessate e del mancato coinvolgimento dell’Arpab in prima battuta, così come di altrettanti istituti di igiene e profilassi presenti nel comune in questione. Concludendo ci risulta a dir poco sibillina la richiesta di intervento dell’Istituto Superiore di Sanità, dal momento che non c’è da allarmarsi più di tanto”.
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