Il dottore di 33 anni dell’Aquila è stato travolto ieri da una slavina a Campo Imperatore, mentre scendeva in un impegnativo fuoripista nella zona dei “Valloni”, in localita’ Scontrone. Ora una speciale commissione medica, composta, in particolare, da esperti in elettroencefalografia, valuterà quando decretare la morte di Mario Celli. Il medico era finito sotto una spessa coltre di neve e il primo a ritrovarlo era stato il fratello Paolo, grazie all’Arva di cui entrambi erano muniti. Inizialmente si pensava che l’uomo fosse deceduto ma il ginecologo era riuscito a scampare a morte certa dopo più di un’ora di massaggio cardiaco. Poi la corsa all’ospedale “Mazzini” di Teramo. L’ipotermia aveva raggiunto 26 gradi ma il cuore aveva ripreso a battere e la temperatura tornata normale. Nella notte, poi, la morte cerebrale, sembra provocata da un embolo al cervello.
Ad occuparsi del caso è il Pm David Mancini che per ora ha aperto un fascicolo contro ignoti. Da accertare cosa possa aver provocato la slavina. Il passaggio degli snowboardisti o un distacco spontaneo. I due fratelli sono figli di Silvano Celli, radiologo in pensione.
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