La reliquia è stata portata via insieme a una croce nel furto sacrilego commesso nel piccolo santuario alle falde del Gran Sasso a San Pietro della Ienca nell’aquilano. A darne il presidente dell’associazione culturale “San Pietro della Ienca”, Pasquale Corriere, secondo cui la reliquia depredata è una delle poche con il sangue del pontefice polacco al mondo.
La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo. Nella chiesetta di San Pietro che ne ospitava le reliquie, Giovanni Paolo II si era recato molte volte, in occasione di diverse escursioni sul Gran Sasso. Nel 2011, in suo onore, l’edificio era stato eretto a Santuario, dedicato proprio al Papa polacco.
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