Il sogno del vescovo Antonio Mattiazzo si avvera. Sabato scorso ha inaugurato il primo monastero benedettino della Thailandia: una realtà che porta con sé il segno della tenacia del vescovo di Padova che da anni ha portato avanti un impegno preso a Praglia incontrando l’abate vietnamita Stephan, donare alla chiesa thailandese l’esperienza monastica benedettina.
Un desidero che nasce dalla consapevolezza che in una terra dove il monachesimo buddista è familiare e fortemente presente, affiancare l’esperienza monastica cristiana significa entrare in contatto, parlare un linguaggio affine. Questa, per mons. Mattiazzo, è una delle strade dell’inculturazione ma anche una strada di evangelizzazione. Così sabato, alla periferia di Chiang Mai, popolosa città del Nord della Thailandia, è stato proprio mons. Antonio Mattiazzo a benedire il primo monastero benedettino del paese. Accanto a lui l’amico vescovo di Chiang Mai, mons. Francesco Saverio Vira Arpondratana, che nel 2012 partecipò anche al convegno ecclesiale di Aquileia, e l’abate vietnamita Stephan. La casa-monastero dispone di dieci celle per i monaci (attualmente sono cinque) e otto stanze di foresteria per gli ospiti. La vita dei benedettini, tutti originari del Vietnam, si alterna tra la preghiera (liturgia delle ore) e il lavoro con la coltivazione di mais, riso e alberi da frutta. Circa 400 le persone presenti alla benedizione, un segno di accoglienza forte.
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