Una sigla li definisce “Neet” (acronimo inglese che sta per “Not in Education, Employment or Training”) e sono i giovani che non sono inseriti in alcun percorso di formazione, istruzione o lavoro. Per cercare di fare emergere questa tipologia di giovani sul territorio toscano, Giovanisì, il progetto della Regione rivolto all’autonomia dei giovani, ha lanciato un nuovo bando che ha per destinatari i soggetti del terzo settore. A loro viene chiesto di presentare, entro il 17 febbraio, progetti che consentano di identificare e prendere in carico i giovani “inattivi” per accompagnarli in un percorso di crescita personale e professionale e facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro o in percorsi educativi e formativi.
Il contributo regionale massimo per ogni singolo progetto è fissato in 50.000 euro. E’ richiesta una compartecipazione da parte del soggetto titolare pari al 20% del contributo regionale.
Per quanto riguarda la valutazione dei progetti, nell’eventualità di parità di punteggio verranno preferiti i progetti che si svolgono nelle province di Livorno, Grosseto o Massa Carrara, poiché ritenute dalla Regione Toscana aree prioritarie di intervento e particolarmente a rischio dal punto di vista dell’occupazione giovanile e della presenza dei giovani “Neet”.
Clicca qui per scaricare il bando ed avere maggiori informazioni sul progetto.
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