Per i segretari regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, Michele Palma, Rocco Padula e Francesco Laviero, “il nuovo anno non si avvia affatto sotto i migliori auspici per il futuro della centrale del Mercure. Attendiamo la decisione ultima del Consiglio di Stato – continuano i tre dirigenti sindacali – prevista entro il prossimo 21 gennaio; organismo che, nel frattempo, ha sospeso la decisione del Tar calabrese che aveva accolto il ricorso per la definitiva fermata della centrale presentato dai Comuni di Viggianello e Rotonda, dall’associazione Rossoverde e dal Forum ambientalista”. Palma, Padula e Laviero sollecitano “l’entrata in pieno esercizio dell’impianto del Mercure che, dotato di ogni garanzia sotto l’aspetto eco-ambientale, assicurerebbe la continuità occupazionale a 50 lavoratori addetti all’impianto Enel e aprirebbe alla concreta prospettiva di impiego per oltre un centinaio di lavoratori di ditte terze aderenti al Consorzio del Legno. Tutto questo, in caso di chiusura dell’impianto, sarebbe seriamente compromesso con conseguenze gravi, e non certo indolori, per i lavoratori e per il comprensorio. A tal proposito – precisano i segretari lucani di Filctem Flaei Uiltec – non va trascurato il fatto che nel quadro del sistema nazionale di generazione di energia elettrica, quello dell’impianto del Mercure, pur minore in quanto a entità (35 MW), è uno degli impianti nazionali fin qui salvaguardati dallo spegnimento programmato a causa del calo della domanda energetica nel Paese”. Filctem, Flaei e Uiltec di Basilicata stanno già sollecitando, d’intesa con le confederazioni regionali, la ripresa di un confronto urgente e serrato, allargato a più tavoli istituzionali per scongiurare “questo ulteriore atto di violenza all’economia regionale”.
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