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Tropea, dopo La terra di Filomena, I figli di Filomena

Dopo il grande successo di pubblico e di critica di La terra di Filomena, romanzo storico-sociale, è appena uscito ancora una volta per i tipi della Meligrana Giuseppe editore il nuovo romanzo di Pasquale De Luca I figli di Filomena. L’autore ci regala un racconto pieno di avvenimenti, tristi e divertenti, che ci fa andare indietro nei tempi. Ci fa rivivere con forti immagini fatti di un lontano passato di una piccola città di provincia del profondo Sud ancorata a tradizioni e superstizioni difficili da rimuovere e sradicare.

Il romanzo è già in libreria e nelle edicole; mostra in vetrina la bella copertina che anticipa con foto originale di Francesco Chiapparo, etnologo tropeano di grande fama, quale sarà la storia racchiusa nelle sue pagine. Esso, che può considerarsi la continuazione del primo romanzo, differisce dal precedente perché, a differenza del primo, dove la storia, quella vera, predominava sulle vicende narrate, in questo la storia fa solo da scenario, compare e scompare tirata da un filo invisibile che trapassa il racconto guidando i passi dei protagonisti. Qui c’è più fantasia, più creatività artistica che plasma il tutto dove due fratelli, Luca e Lucia, figli dell’amore e della tragedia, e altri personaggi, trascinano il lettore in piacevole lettura. Figli di una terra aspra e difficile, figli di un periodo di lutti e di speranze, vivono il secondo Dopoguerra, la ricostruzione, il Sessantotto. È in questo periodo che si sviluppa il romanzo, che apre uno spiraglio sugli anni del passato, squarciando un velo che oscurava la triste realtà di un mondo ancorato all’antico che in vario modo  cerca di aprirsi una via, una nuova via, verso il futuro con la lotta, con lo studio.

I protagonisti del libro, Luca e Lucia, fratelli, attorniati da numerosi altri personaggi, molto ben definiti dall’autore nella loro “umanità”, inseriti nella società soffrono e lottano cercando di rompere la grave cappa del passato e il racconto, che si sviluppa per episodi apparentemente distinti e separati, traggono da essi unitarietà narrativa che va dall’inizio alla fine.

Il libro è un buon libro. Ma, soprattutto, è un libro da leggere. È un libro da consigliare. È un libro da regalare per Natale.

Redazione

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