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Genova, slitta la vendita delle case popolari ai profughi istriani

Anche il capoluogo ligure, negli anni ’50, contribuì ad accogliere gli esuli istriani in fuga dalla Yugoslavia di Tito. Ad alcune famiglie, provenienti dai campi profughi allestiti dal Governo dell’epoca, furono assegnati, a canone agevolato, circa 60 appartamenti in salita Oregina e in via Paolo della Cella, sulle alture di Principe.

Alloggi di edilizia popolare che, alcuni anni fa, il demanio dello Stato ha trasferito in proprietà a titolo gratuito al Comune di Genova. Queste case, in base ad una legge regionale dello scorso anno, devono essere vendute in via definitiva ai profughi o ai loro discendenti che ancora le abitano. Alla commissione sviluppo economico, riunita per la seconda volta per discutere la delibera dell’assessore al Bilancio Francesco Miceli che recepisce il provvedimento regionale, ha preso parte l’assessore alle politiche abitative della Regione Liguria Giovanni Boitano.

La settimana scorsa era venuto meno il via libera alla delibera non tanto in merito al diritto dei profughi (una decina di famiglie) ad acquisire gli alloggi, ma a proposito del loro valore di vendita, pari al 50 % del costo di costruzione di allora: circa 500 euro. La discussione è stata accesa e i dubbi dei consiglieri non stati fugati dai chiarimenti degli assessori presenti, tanto che il provvedimento non andrà in Consiglio Comunale, ma ripresentato in una successiva seduta di commissione.

Sono intervenuti Antonio Bruno (Federazione della Sinistra), Caratozzolo (Pd), Grillo (Pdl), Gioia (Udc), Pastorino (Sel), Lodi (Pd), Lauro (Pdl), Vassallo (Pd), V.Musso (Lista Musso), Putti (M5S), Anzalone (Gruppo Misto), Campora (Pdl), Padovani (Lista Doria), Villa (Pd). La commissione è presieduta dal consigliere Alberto Pandolfo (Pd).

Redazione

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