I sequestri sono stati disposti, in applicazione del principio di precauzione, dal Gip di Santa Maria Capua Vetere al termine di controlli amministrativi e preventivi secondo i quali numerosi capi di bestiame adulti erano stati trattati con il il vaccino contro la brucellosi nonostante ciò sia consentito solo sugli animali tra il sesto e il nono mese di età.
I reati contestati agli allevatori sono quelli di commercio di sostanze alimentari nocive, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, maltrattamento di animali e ricettazione.
I provvedimenti, fanno sapere dalla Procura della Repubblica, sono stati eseguiti “per garantire la salubrità e la tracciabilità del latte a tutela della salute dei consumatori e degli operatori del settore”. Agli allevatori coinvolti sono state imposte rigorose prescrizioni e un particolare sistema di vigilanza e monitoraggio su tutta la filiera produttiva. L’eventuale latte ricavato dalla mungitura degli animali risultati positivi al vaccino (che è l’RB51) sarà smaltito come rifiuto, mentre il latte munto da bufale risultate negativo al vaccino sarà “con particolari cautele tracciato e sottoposto a trattamento termico e ad analisi di laboratorio”.
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