Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Verona nell’ambito di un’inchiesta su operazioni di finanza derivata stipulate dal Comune veneto. La somma sarebbe, secondo gli inquirenti, un illecito profitto realizzato ai danni del Comune, che nel corso degli anni ha stipulato contratti derivati per oltre 256 milioni euro. Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Labia della Procura di Verona, hanno portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo, firmato dal Gip Rita Caccamo. Secondo l’ipotesi investigativa, la banca d’affari avrebbe dolosamente indotto il Comune di Verona a ristrutturare il suo debito con la sottoscrizione di derivati (swap), per oltre 256 milioni di euro, omettendo di indicare commissioni occulte per oltre 15 milioni di euro, facendo così venir meno al Comune le condizioni di convenienza economica dell’intera operazione finanziaria.
Tre funzionari dell’istituto di credito internazionale sono indagati per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
Il caso del drone trovato all’aeroporto di Lipsia e il rapido riarmo della Germania fanno…
ROMA – Trasformare la ricerca scientifica e l'innovazione didattica in risposte concrete alle sfide della…
La memoria della Calabria passa anche dalla tavola, dai profumi delle preparazioni tramandate di generazione…
Dongo appartiene alla storia. Ceuta, Dover e la Sassonia-Anhalt appartengono al presente. E forse è…
I deepfake sono contenuti multimediali – video, immagini o audio – generati o modificati attraverso…
La traversa dice no al gol del successo pitagorico. Quattro gol tutti nella ripresa quando…