I beni sono appartenenti ai due imprenditori, già indagati ed arrestati nel 2009 perché ritenuti vicini al clan camorristico dei Casalesi e alla banda della Magliana. La maxi confisca, scaturita dalle indagini della Dia capitolina è stata effettuata tra Roma, Cassino e Frosinone. Oggetto della confisca 41 immobili,1 albergo, 22 terreni, 10 società, 2 imbarcazioni, 35 auto, 48 rapporti bancari. I Terenzio hanno movimentato 76 milioni con redditi minimi.
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