Lo ha stabilito la Cassazione condannando in via definitiva il comico genovese a corrispondere 25 mila euro all’ex sindaco di Asti Giorgio Galvagno per avergli attribuito comportamenti dei quali non era responsabile. In uno spettacolo svoltosi al Teatro Alfieri di Asti nel 2003 lo aveva accusato di tangenti.
Senza successo Beppe Grillo ha fatto ricorso alla Suprema Corte contro la condanna della Corte d’Appello di Torino. La Cassazione ha sottolineato che ”non può essere riconosciuta la discriminante” della satira.
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