Il baby fidanzato ha prima colpito la giovanissima cosentina con venti coltellate e poi ha bruciato viva Fabiana Luzzi. Il mostro di Corigliano Calabro non ha avuto aiuti, ha fatto tutto da solo. Le indagini condotte in questi mesi dai Carabinieri hanno escluso la presenza di complici sulla scena e nelle fasi successive al barbaro omicidio.
L’assassino, difeso dagli avvocati Giovanni e Aldo Zagarese, si trova rinchiuso nel carcere minorile di Torino. Alle dichiarazioni rilasciate dal giovane, prima ai militari e poi, in più occasioni, ai magistrati, sono seguite articolate attività di riscontro che hanno consentito di escludere l’iniziale pista che lasciava pensare all’esistenza di complici. Il killer prima accoltellò la ragazza e, poi, si procurò della benzina con l’intenzione di distruggerne il cadavere. Quando, però, tornò sul posto per compiere la macabra operazione trovò Fabiana Luzzi ancora viva ma non esitò a darle fuoco. Non è stato ancora trovato il coltello usato dall’omicida.
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