Il noto imprenditore calabrese, protagonista di numerose denunce contro i tassi usurari applicati dalle banche e vittima di intimidazioni da parte della criminalità, in una lettera inviata ai sindacati sostiene che “un pezzo dello Stato è riuscito laddove non è riuscita la criminalità”. Alla base della decisione di chiudere a far data dal 10 luglio prossimo, la pronuncia del Tar di Reggio Calabria in merito alla concessione del mutuo antiusura che doveva essere erogato entro pochi mesi dalla domanda, presentata nel 2006, ma fino al momento mai arrivato.
“La presente lettera – si legge nella missiva di Antonino De Masi – indirizzata in primis alle organizzazioni sindacali e per conoscenza a tutte le Istituzioni, è l’amaro annuncio che il 10 luglio avvieremo le procedure di chiusura dello stabilimento di Gioia Tauro con i relativi licenziamenti di tutto il personale”.
I sindacati hanno chiesto l’intervento della Prefettura di Reggio Calabria e sperano nella convocazione di un tavolo. I lavoratori sono in stato di agitazione.
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