A Imperia la vittoria di Carlo Capacci con il 76,14% dei consensi segna di fatto la fine del “dominio” politico dell’ex Ministro PdL Claudio Scajola sulla città; a Siena, invece, il centrosinistra paga le ripercussioni delle vicende Mps e si avvia conquistare la vittoria più risicata di sempre in una città che storicamente è feudo del Pd. Bruno Valentini a due terzi dello scrutinio ha il 52,71% contro il 47,3% di Eugenio Neri, alla guida di un gruppo di liste civiche di centrodestra; cinque soli punti di vantaggio che, politicamente, equivalgono ad una mezza sconfitta.
Il centrodestra aveva riposto qualche speranza di recupero a Brescia, dove Emilio Del Bono e Adriano Paroli al primo turno si sono trovati separati solo dallo 0,1%, e a Treviso, dove lo storico sindaco Giancarlo Gentilini è uscito con le ossa rotte dal primo turno, con un misero 34,8% alle spalle di Giovanni Manildo, che aveva ottenuto il 42,5%, ma dove la tradizione forte dell’alleanza Lega-PdL lasciava immaginare qualche chance di ripresa in più all’esponente del Carroccio. Il primo dato relativo a Brescia, con circa il 20% delle sezioni scrutinate, parla però di un netto vantaggio del centrosinistra. E anche a Treviso sembrerebbe non esserci storia. Anche ad Avellino il centrosinistra vince bene al secondo turno, dopo che in prima battuta lo scarto era stato solo del 2%: Paolo Foti del Pd è al 61,21%, Costantino Preziosi si ferma invece al 38,79%.
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