Una morte orribile per un giovane operaio cuneese trovato morto accoltellato e semi-carbonizzato in una stradina di Mondovì. Il cadavere è stato riconosciuto dalla madre e dal fratello.
Giovanni Carlo Mura viene descritto come un giovane schivo, con pochi amici. Qualcuno sostiene che avesse tendenze omosessuali, ma gli investigatori non confermano, altri invece che avesse una fidanzata a Torino. Il suo corpo è stato identificato grazie a uno zainetto, trovato non distante dal luogo del delitto. All’interno un berretto, un libro fantasy e i suoi documenti.
La vittima è stata prima accoltellata, poi strangolata e, infine, data alle fiamme. L’uomo sarebbe stato impiccato ad un albero con un cavo elettrico, parte del quale è rimasto appeso ad un ramo. Poi l’omicida avrebbe trasportato il corpo dal lato opposto della strada, dove è stato ritrovato da un passante. Evidenti, infatti, le macchie di sangue sull’asfalto. Il cadavere, al momento dell’arrivo dei Carabinieri, era a pancia in giù e quando il medico legale lo ha girato i segni di strangolamento erano evidenti. Sul corpo sono state trovate numerose ferite d’arma da taglio, almeno una decina, in particolare al torace e all’addome.
E’ stata trovata la probabile arma del delitto. Si tratta di un coltello a lama corta, rinvenuto non lontano dal luogo dell’omicidio.
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