Categories: Emilia Romagna

Intervista al Principe dell’aceto Massimo Malpighi

Negli ultimi anni l’aceto balsamico e’ diventato un condimento diffuso sulle tavole di molti, il problema  e’ la qualita’. Innumerevoli coloro i quali tendono ad imitare il prodotto italiano. Come riconoscere un buon aceto?  In che modo sceglierlo?  A svelarlo e’un giovane imprenditore modenese, erede di un patrimonio familiare . Grintoso, attaccato al lavoro, determinato  ed estremamente  diretto.       Chi e’ Massimo Malpighi?   E’ la quinta generazione di una famiglia che dal 1850 produce il vero aceto balsamico tradizionale di Modena. E’ il traghettatore di una tradizione antica esportata in tutto il mondo che produce cultura, infatti si tratta di un prodotto di alta qualita’ che va spiegato e raccontato.           Perche’ questo prodotto attualmente e’ imitato in tutto il mondo ed oggi i numerosi palati si sono assuefatti al non riconoscimento dell’eccelenza?   L’Italia tende a non coltivare bene le eccellenze del Made in Italy. E’ presente una scarsa lungimiranza da parte degli imprendotori e delle istituzioni . Il nostro aceto balsamico e’ uno dei pochi prodotti che possiede una tracciabilita’ dall’origine della sua storia ad oggi.  La bottiglietta e’ stata disegnata da Giorgio Giugiaro che l’ha resa unica. Il fatto, pero’, che l’aceto sia imitato in tutto il mondo e’ un danno, la gente in questo modo non riconosce le reali proprieta’. Si dovrebbe lavorare meglio in tal senso.           Perche’ si dovrebbe compare il Suo prodotto?   Perche’ quando si degusta non necessita di altre parole. Mi auguro solo che le persone capiscano il fatto di poterlo utilizzare in tanti modi.  Spero che siano i clienti stessi a creare nuove ricette e cosi’  a rendere il prodotto ancora piu’ speciale e a farne parte. Abbiamo oltre 22.000 visitatori l’anno presso la nostra acetaia a Modena  che giungono non solo ad assaggiare il prodotto, ma a capire la storia della mia famiglia, sebbene la citta’ non sia particolarmente turistica. Questo si’ che e’ un grande risultato.           Una ricetta veloce per i piu’ pigri in cucina che riesca ad esaltare l’aceto e la pietanza   Due uova all’occhio di bue, olio extravergine di oliva ed alcune gocce di aceto balsamico tradizionale di Modena extravecchio 25 anni . Piatto semplice, economico , ma da re.           Un  augurio a se stesso   Di vivere i prossimi 10 anni come gli ultimi che ho trascorso           Un augurio all’Italia   Di trovare una dimensione ed un rispetto anche nel quotidiano , caratteristiche che negli ultimi anni sono diventate deboli           Concludiamo con una citazione che piu’ La rappresenta   Domandatevi cio’ che potete fare per il vostro Paese, non quello che il vostro Paese puo’ fare per voi ( J. F. Kennedy )  

Redazione

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