Ordinanza sindacale con la quale si obbliga la popolazione residente nella frazione portuale della città “di utilizzare, in aree esterne alle proprie abitazioni, mascherine di protezione per bocca e naso, di evitare di tenere aperti gli infissi esterni delle abitazioni o attività lavorative, di usare elettrodomestici aspira polveri e simili e non scope o altri attrezzi che sollevino polvere, fino a rientrato allarme”..
La decisione è maturata per la “possibile aero-dispersione in atmosfera di fibra di amianto” dovuta al crollo parziale del tetto di un capannone sulla banchina. Da un sopralluogo dei tecnici dell’Azienda sanitaria provinciale dopo una comunicazione dei Pompieri “è emerso che il tetto presenta alcune lastre di amianto in grave stato di fatiscenza, essendo le stesse rovinate al suolo, frantumandosi, mentre altre lastre di amianto, ancora presenti sul bordo del tetto, anch’esse rotte e in procinto di cadere a terra”.
Il Comune sta procedendo per “l’avvio delle immediate procedure per la rimozione, messa in sicurezza del sito e dell’area o delle aree interessate dal possibile inquinamento da cemento amianto” e si è attivato presso l’Arpacal, l’agenzia regionale per l’ambiente, per “il monitoraggio costante della zona”.
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