Il provvedimento è stato emesso dopo che il sessantenne aveva inveito contro magistratura e Carabinieri in occasione della notifica di un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari, lo scorso 16 aprile.
In quel caso era stata contestata la violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale, a cui Alvaro era sottoposto. Preso atto delle minacce proferite e dell’atteggiamento del presunto boss, riferite in particolare ad un magistrato di Palmi, la Procura della Repubblica in provincia di Reggio Calabria, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, ha immediatamente richiesto l’aggravamento della misura cautelare, ottenendo un provvedimento di restrizione in carcere, ritenuto più congruo alla personalità dell’arrestato anche da parte del giudice per le indagini preliminari.
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