Il cinquantenne era ricercato per traffico di stupefacenti. Era l’ultimo che restava in libertà tra i protagonisti dell’operazione antidroga “Dionisio” e condotta dalla Dda di Milano, che portò ad emettere ordinanze d’arresto nei confronti di 52 soggetti, tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, indagati, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con le aggravanti della finalità mafiosa e della transnazionalità del reato.
Le Forze dell’Ordine erano sulle tracce di Santo Morabito dal dicembre scorso e hanno stretto il cerchio su di lui. Lo hanno scovato nella casa di una familiare mentre dormiva dopo pranzo e lui non ha opposto resistenza all’arresto. Insieme a Santo Morabito è stato arrestato anche un favoreggiatore, Francesco Palamara, 29 anni, parente di Morabito.
Considerato un affiliato al potentissimo clan dei Morabito-Palamara, il latitante finito in manette venne filmato nel 2010 durante un incontro con Giorgio Jerinò, un altro broker della droga che secondo le accuse ha svolto la mansione di collegamento tra le cellule del sodalizio dislocate nel nord Italia.
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