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Campagna elettorale in versi/ 9 – Bruno Tassone: vota ppì nnuji c’u ttì penti, ma u populu faciva muru i gomma, pijava u paccu e vutava trumma

 Bruno Tassone è nato a Crotone nel 1947 e qui vive ed opera. Accademico del Verbano, Presidente del Premio Letterario Internazionale “Il Tripode” e giornalista – redattore del settimanale “la Provincia KR” e collaboratore de “il Quotidiano della Calabria”, è ricco di molteplici interessi culturali che lo portano a spaziare  tra l’arte figurativa e quella letteraria. Ha conseguito prestigiosi riconoscimenti per la sua arte pittorica e per la sua già vasta produzione letteraria. La sua bibliografia è già ricca delle raccolte di poesie in dialetto crotonese “Ppi vv’arricurdari i ricurdari” del 1995, “Fammi parràri e diri” (2000), della raccolta di racconti e modi di dire “U salònu du varveri” (1998), “Il Giuramento” romanzo del 2006, il saggio “Medicina popolare – detti e modi di dire”(2004) e la “Grammatica e dizionario del dialetto crotonese”. Del Tassone, in una nota apparsa su “la Provincia KR” al n° 18 del 23 novembre ’96, ebbi a scrivere che il suo è il “dialetto come sorgente di pure acque, cristallino, ricercato anche nel lessico, e piacevole alla lettura perché si apre idiomaticamente alla rappresentazione di un mondo che sembra ormai dimenticato.” Ed ancora. Il suo è un “modo di disegnare e ripercorrere il cammino sofferente degli uomini che gli deriva sicuramente dal suo conterraneo più famoso, quel Mastro Bruno Pelaggi che, dalle granitiche montagne di Serra San Bruno, col suo dialetto, anche colorito, fustigava i costumi e le ricche dispense di prepotenti e politicanti, sempre uguali allora come oggi, e gridava la disperazione sua e di tanti calabresi costretti a scappare in America nei primi anni del secolo”.     Paccu e trumma   “Senti gridari tutt’i mumenti vota ppì nnuji c’u ttì penti nuji ti vulimu beni, mò chistu u sa ari votazioni, vota ccà”.   Don Ciccia Arrigu ‘nsemi ad ancun’atu và dicennu: “Caputu deputatu” du Vaticanu tena sordi a saccu e ‘nti quartieri và dunannu u paccu.   “U vutari a ccù i previti si mancia vutari i comunisti cu ti ciancia”, ma u populu faciva muru i gomma pijava u paccu e vutava trumma.     Cutronu provincia   Ebbiva, ebbiva a canzona comincia hannu fattu Cutronu provincia mò i meriti s’ì pijunu tutti puru i partiti picculi e brutti.   Tutti contenti i chistu fattu ma i partiti hannu fattu nu pattu d’apprufittari i provincia e cumunu “Guarda stu populu quant’è minchjunu”.

Redazione

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