Si indaga sulle motivazioni che hanno spinto al suicidio il Presidente della storica cantina sociale Cupertinum, deceduto il 20 gennaio scorso dopo aver ingerito un diserbante. Il sospetto che si va facendo strada negli investigatori è che dietro il gesto estremo vi sia l’usura. Si tratta al momento di una ipotesi in attesa di conferme, ma è molto credibile che Mario Petito, messo alle strette dagli strozzini, abbia deciso di farla finita.
I militari dell’Arma avrebbero effettuato diverse perquisizioni. Ispezioni nelle abitazioni di alcuni soggetti, più o meno vicini all’attività professionale di Petito. A conclusione delle verifiche, i Carabinieri si sarebbero trovati nella necessità di sequestrare materiale giudicato interessante ai fini probatori.
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