“Essere una madre, avere una figlia allergica alle graminacee, pagare il ticket per ricevere il farmaco necessario e non vederselo mai consegnare: è questa la strana storia del farmaco scomparso. Si tratta di una vicenda che ci è stata segnalata da una cittadina torinese: un fatto semplice e allarmante nella sua semplicità. Ci scrive: “Mia figlia ogni anno in questo periodo inizia ad assumere il vaccino per l’allergia alle graminacee. La prassi è: fa la visita allergologica a settembre, ad ottobre ordiniamo il vaccino (pagando un ticket intorno ai 90 euro) che arriva intorno alla prima metà di dicembre e nella prima settimana di gennaio inizia la terapia che non più per avere la copertura nel periodo a rischio. Ad oggi non ho ancora ricevuto il vaccino, già ordinato e pagato (al reparto di allergologia pediatrica del Martini). Ho già chiamato due volte e mi hanno detto che non si sa quando arriverà perché non ci sono soldi. Quindi, non so quando e se mia figlia potrà iniziare la sua terapia ed io ho già sborsato i miei 90 euro”. Quanti piemontesi hanno dovuto subire questo disservizio? In quale condizione versano le casse delle Asl piemontesi? Visto che il costo dei farmaci è coperto al 50% dal ticket e per il restante valore da ogni Asl che lo acquista siamo davanti ad un drammatico caso di mancanza di fondi o a semplice negligenza? Questo è il risultato del devastante Piano Sanitario Regionale della Giunta Cota: non facciamo in modo che la pessima gestione piemontese possa essere replicata in tuttoi il nostro Paese”.
E’ quanto scrive in una nota stampa il consigliere regionale piemontese Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà.
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