Ill.mo Signor Sindaco,
sembra strano che un piccolo impianto (con un organico di 30 persone) per la produzione di energia elettrica, alimentato da biomasse, possa inquinare quanto, se non in quantità maggiore, rispetto alle due fabbriche (con un organico di circa 2.000 dipendenti) , ora dismesse, di Montedison e di Pertusola Sud.
Eppure, è così! Nella nostra città, giorno e notte, si avverte un fetore. Finanche nel lontano quartiere di Tufolo, distante una diecina di chilometri dal punto in cui sorge detto impianto.
Un cattivo odore che, sino ad una settimana or sono, si avvertiva soltanto nei pressi del Centro Commerciale “Le Spighe” in località Passovecchio.
Ci si domanda: perchè? Il perchè è stato rivelato da un “navigatore” di internet nell’ambito del social network Facebook. La Società Biomasse s.r.l., proprietaria dello stabilimento in questione, brucerebbe i residui della produzione dell’olio di olive.Vale a dire: dei rifiuti semi solidi costituiti dalle olive pressate e dai noccioli (la così detta: sansa delle olive).
Ebbene – ill.mo Signor Sindaco – bisognerebbe intimare alla suddetta Società di non bruciare la sansa, dato che risulta molto inquinante.Potrebbe, invece, utilizzare eslusivamente i residui legnosi, come ha fatto sinora, nel corso degli anni, assieme ai rifiuti umidi prodotti nella nostra città che, attualmente, sembra che finiscano in discarica
Infatti, sui balconi delle nostre abitazioni, ogni mattina troviamo uno strato di nerume. Come avveniva venti anni or sono quando erano in attività le due grosse fabbriche sopra citate.
Nerume che, inevitabilmente, finisce anche nel nostro organismo, sottoponendolo, così, ad elevati rischi.
Possibile che si debbe ancora tanto rischiare?
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