Il professionista, abilitato all’esercizio della professione sanitaria in Italia e operante presso una Casa di Cura accreditata di Bologna, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, aveva costretto una persona affetta da ernia cervicale a farsi consegnare somme di denaro, al fine di sottoporla ad un’operazione con oneri a carico della sanità pubblica.
L’illecita richiesta avrebbe consentito al medico di percepire emolumenti, oltre che dalla Casa di Cura, anche dal paziente, il quale, per essere operato, avrebbe dovuto consegnare la somma di quattro mila euro per ricevere un trattamento sanitario gratuito.
All’esito dell’udienza di convalida il Gip del Tribunale di Bologna, nel confermare l’arresto eseguito, ha disposto la liberazione dell’indagato, applicando allo stesso la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale di medico chirurgo.
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