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San Ferdinando, lo sgombero dei migranti della Piana

“Da diverso tempo denunciamo l’isolamento istituzionale in cui sono stati lasciati i sindaci di Rosarno e San Ferdinando e le varie associazioni del territorio, ma né al Governo né tantomeno alla Regione pare sia interessato affrontare con serietà e responsabilità il problema dell’accoglienza dei migranti nella Piana di Gioia Tauro.

Spesso quando si parla di emergenza africani, si pensa ad una imminente nuova rivolta, come se gli africani fossero tornati nella Piana di Gioia Tauro a creare disordini rispetto invece alla loro reale voglia di lavorare in maniera dignitosa ed onesta.

L’emergenza che in effetti esiste, la si deve saper affrontare con gli strumenti che la buona politica può offrire al territorio, senza creare puntualmente false illusioni che offendono la dignità e l’intelligenza dei nostri fratelli africani e dei cittadini della Piana.

L’allestimento della tendopoli di San Ferdinando, aveva avviato un percorso quanto meno di umanizzazione della questione, ma purtroppo non si ha avuta, come spesso avviene in Calabria, la capacità politica e la lungimiranza di affrontare la vicenda come una risorsa anche culturale per il nostro comprensorio.

L’ordinanza di sgombero del sindaco di San Ferdinando vogliamo leggerla solo ed esclusivamente come una provocazione forte ed un grido di allarme misto di vergogna rivolto allo Stato e a chi lo rappresenta o forse non riesce a rappresentarlo ed a cui comunque bisogna porre rimedio.

Ancora una volta, come fatto con i lavoratori di Piana Ambiente, rivolgo l’appello al Presidente della Provincia, invitandolo, nei limiti delle difficoltà di bilancio che conosco, a fare uno sforzo che farebbe onore all’Ente che spesso viene definito inutile e che invece da sempre si rivela il più sensibile e vicino alle reali esigenze del territorio.

Preso atto di una Regione sorda e insensibile, individuiamo insieme al Prefetto, ai sindacati ed ai sindaci di Rosarno e San Ferdinando una strategia che consenta la prosecuzione di una convivenza civile tra le diverse culture perché anche le associazioni ed i volontari hanno l’estremo bisogno di sapere che c’è ancora chi conosce il senso del dovere istituzionale.

Dimostriamo che la cultura dell’accoglienza bisogna saperla praticare e non enunciare dai banchi delle istituzioni o peggio ancora dai palchi in occasione degli appuntamenti elettorali”.

E’ quanto scrive in una nota stampa Giuseppe Longo, consigliere provinciale Prc alla Provincia di Reggio Calabria.

Redazione

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