Rinvenuto il cadavere del ventunenne cameriere foggiano scomparso la sera del 18 luglio. I resti umani sono stati rinvenuti in località Amendola nell’agro di Manfredonia, a una quindicina di km da Foggia prima della zona aeroportuale- militare recintata. Poliziotti e Vigili del Fuoco hanno scavato in un punto preciso e rinvenuto uno scheletro. Sarà l’esame del dna a confermare, o smentire, che quei resti sono di Cosimo Salvemini, ma per chi indaga ci sono pochi dubbi. L’indagine potrebbe essere vicina alla soluzione, con individuazione di assassini e movente. Che Cosimo Salvemini potesse essere rimasto vittima della lupara bianca, ucciso e il corpo nascosto, lo si era temuto e intuito nei giorni successivi alla scomparsa. Le ultime tracce risalgono alla sera del 18 luglio scorso, un mercoledì. Il giovane che lavorava come barista o in ristoranti, riaccompagnò a casa la fidanzata con l’intesa che si sarebbero cambiati per vedersi di lì a poco in piazzetta. Da quel momento di lui non si seppe niente. Gli amici lo cercarono e trovarono il suo scooter, con chiavi inserite e casco allacciato al supporto, nella zona di Acqua di Cristo. Seguirono la denuncia di scomparsa, le ricerche anche con cani, gli appelli dei familiari, i manifesti fatti affiggere dal Comune per invitare chi sapeva qualcosa a farsi avanti. Tutto inutile, fino a pochi giorni fa.
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