Angelo Scola, cardinale arcivescovo nella celebrazione di Sant’Ambrogio, individua nodi da sciogliere e il “primo riguarda il nesso tra libertà religiosa e pace sociale. Più lo Stato pone vincoli, più aumentano i contrasti a base religiosa. Questo risultato è in realtà comprensibile: imporre e proibire per legge pratiche religiose, nell’ovvia improbabilità di modificare pure le corrispondenti credenze personali, non fa che accrescere quei risentimenti e frustrazioni che si manifestano poi, sulla scena pubblica, come conflitti”. L’Editto di Milano del 313, a firma dei due Augusti Costantino e Licinio, oltre a mettere la fine “progressiva delle persecuzioni contro i cristiani”, segna “l’atto di nascita della libertà religiosa”, ha detto Scola. Nel consueto discorso alla città e alla diocesi il cardinale Scola ha sottolineato che in “un certo senso con l’Editto di Milano emergono per la prima volta nella storia le due dimensioni che oggi chiamiamo “libertà religiosa” e “laicità dello Stato”.
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