Un agguato in pieno stile mafia sicula, una esecuzione mentre l’obiettivo è dal barbiere. Ad inquietare il fatto che la vittima giovanissima è un ragazzo incensurato e figlio di un rispettato professionista. Barcellona Pozzo di Gotto piomba nel terrore e si interroga su quello che tutti i contorni di un mistero. Come purtroppo spesso accade in questi casi non ci sarebbero finora testimoni dell’agguato nonostante l’ora. Nessuno avrebbe testimonianze utili per venire a capo dell’omicidio di Giovanni Isgrò, ragazzo di 22 anni, figlio dell’ingegnere Antonino Isgrò, persona stimata e impegnata anche negli ambienti politici cittadini.
I killer hanno fatto irruzione all’interno del salone da barba situato nella centralissima via Garibaldi al n. 84, “Hair fashion by U Babberi”, e lo hanno colpito 5 volte. Per lui non c’è stato nulla da fare. Trasportato in gravi condizioni all’ospedale Cutroni-Zodda, è morto dopo circa un’ora.
Il 22enne soprannominato “maionese” era incensurato. Sul movente dell’omicidio stanno indagando Carabinieri e Polizia che non escludono alcuna pista. I Carabinieri guidati dal capitano Filippo Tancon Lutteri e gli agenti del Commissariato di Polizia, coordinati dal vice questore Mario Ceraolo, stanno lavorando per dare risposta a una serie di interrogativi. La paura per il popoloso centro della provincia messinese è che la città, dopo un periodo di relativa calma, stia vivendo un tuffo indietro nel passato, un balzo temporale agli anni Ottanta e Novanta quando i clan si fronteggiavano per il controllo del territorio nelle pubbliche piazze riempiendo vicoli e strade di paura.
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