I provvedimenti sono stati adottati a conclusione di una indagine che ha consentito di documentare come il titolare di una impresa di Roma, con sede operativa a Bari, fosse stato costretto a versare 251.000 euro a fronte di un presunto credito pregresso di circa 40.000 vantato da una locale cooperativa di servizi.
In particolare le indagini hanno consentito di scoprire le ripetute e continue pressioni del titolare della ditta di servizi (anch’egli tradotto in carcere), nonché da parte del suo principale collaboratore (finito ai domiciliari), e successivamente attraverso due persone vicine alla criminalità organizzata, ai quali i primi due sono risultati legati da diretta conoscenza anche perché abitavano nello stesso stabile. I fatti si riferiscono al periodo che va da luglio 2011 a maggio 2012 con intimidazioni verbali che hanno indotto la vittima a cedere alle richieste estorsive consegnando gran parte della somma in contanti, reperita tra amici e parenti, e la restante parte con un assegno bancario non trasferibile.
Una mattinata di tensione all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, dove martedì 3 novembre sono…
Scontro durissimo ai vertici dello Stato polacco. Il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, ha lanciato…
Il Giro d’Italia 2027 partirà da Trieste. La 110ª edizione della Corsa Rosa prenderà il…
Le elezioni americane di midterm del 3 novembre 2026 rappresentano un passaggio politico fondamentale per…
L'emergenza informatica entra nella grande distribuzione alimentare italiana. Attacchi hacker hanno colpito anche il nostro…
Quarant’anni di servizio nella Guardia di Finanza, indagini delicate, sacrifici personali e un giuramento rimasto…