I provvedimenti sono stati adottati a conclusione di una indagine che ha consentito di documentare come il titolare di una impresa di Roma, con sede operativa a Bari, fosse stato costretto a versare 251.000 euro a fronte di un presunto credito pregresso di circa 40.000 vantato da una locale cooperativa di servizi.
In particolare le indagini hanno consentito di scoprire le ripetute e continue pressioni del titolare della ditta di servizi (anch’egli tradotto in carcere), nonché da parte del suo principale collaboratore (finito ai domiciliari), e successivamente attraverso due persone vicine alla criminalità organizzata, ai quali i primi due sono risultati legati da diretta conoscenza anche perché abitavano nello stesso stabile. I fatti si riferiscono al periodo che va da luglio 2011 a maggio 2012 con intimidazioni verbali che hanno indotto la vittima a cedere alle richieste estorsive consegnando gran parte della somma in contanti, reperita tra amici e parenti, e la restante parte con un assegno bancario non trasferibile.
Il mercato immobiliare retail italiano chiude il primo semestre del 2026 con numeri che confermano…
La ferrovia Città di Castello-Perugia Sant’Anna torna oggi, lunedì 7 settembre, a funzionare a pieno…
Paura a Strozzacapponi, nel territorio di Corciano, dove un incendio ha interessato un’abitazione in via…
Il 6 settembre, in un evento di grande prestigio, si è svolta la cerimonia di…
Ci sono sorrisi che riescono a dire molto più di mille parole. Il sorriso di…
Il bollo auto potrebbe davvero finire nel mirino del Governo? La proposta arriva direttamente dal…